9 settembre 2009

Colazione sprint e prima di tortiglioni saporiti

Mi concedo una pausa muy sabrosa esta magnana e saluto tutte le donne a cui oggi e domani è dedicato il G8 delle donne che è certamente una proposta interessante da cui auspichiamo possa nascere del buono e del giusto. Un pò di luce su tante ombre che rendono difficile la convivenza civile in un mondo un tantino alla deriva rappresenta una flebile luce, ma pur sempre un bagliore nella notte. E così la colazione è stata energetica e odorosa con aromi di bergamotto, una marmellata speciale, note di gelsomino, nel the prodotto da altro-mercato, uva italia dolce come il miele, e un caffè alla cannella girato con zucchero di canna. Basta poco, che ce vò, e la giornata ti sorride! In quanto ai tortiglioni, sono stati improvvisati al momento, visto che per cambiare, mi toccava tanto da fare al pomeriggio del venerdì scorso e o così o ciccia! Avevo piccole zucchine fresche a disposizione, dei magnifici fiorilli della medesima pianta e delle alici sott'olio da terminare. Per cui, aglio tagliato fine e peperoncino per il soffritto istantaneo, un paio di alici sfilettate subito immerse, le zucchine tagliate a julienne e aggiunte dopo un minuto dallo sfaldamento dei pescetti, rimestata veloce e dopo circa dieci minuti a polvere i fiorilli e del basilico spezzettati entrambi a mano. Il tempo che i tortiglioni cuocessero, poco sale, che le alici ne hanno di proprio, e servito piatto fumante con contorno di un filo d'olio a crudo per esaltare il condimento. Da leccarsi i baffi! Parola del mio gattone Zigulì che si è scodellato gli avanzi!




1 settembre 2009

E tutto è bene ciò che finisce bene!



Ancora un'altra estate trascorsa e depositata nel novero dell'archivio della vita. Sole, mare e voglia d' assoluto relax ci hanno accompagnato, per il tempo appena sufficiente a raccattarci e rimetterci in sesto, prima di riaffrontare la giostra annuale del lavoro e della routine quotidiana in capitale. Non avevo nessuna propensione a disfare le valigie, non avevo necessità di spulciare internet (piccola bugia! Mi siete mancati tutti!), ancora non mi sento di caricare i panni in lavatrice, solo i fornelli pure poco attraenti , per via del gran caldo, sono apparsi unico richiamo alla civiltà e al bisogno necessario a rinvenire corpo e spirito. Così, ovvio che il primo del rientro fosse dedicato più che mai ai prodotti tipici e di alta qualità che la mia terra sa regalare. I fragranti sentori che si sono sprigionati durante la breve preparazione sono stati consolatorii e pregni di un umore gradevole, atto a risollevare con amore e passione le sorti di un rientro malinconico. Ho acquistato, nei momenti che anticipavano la partenza, cipolle rosse di Tropea, dolci e polpose, carciofi arrostiti sott'olio, irresistibili per una golosa consumatrice, funghi porcini secchi di Cardinale, paese provvido di tali delizie e dei bucatini fatti di grano duro e tirati al momento al Panificio Albanese di a Marina di Gioiosa J., dove la qualità si concretizza nei prodotti ancorati alla tradizione di una sapienza decennale impastata di sacrificio e duro lavoro. Poteva mancare la bomba nduja al peperoncino vivificante? Assolutamente noooo!!! E perciò giù con un'intera caterva di altre conserve e preparati e sughi e stagionati, per chiudere con note dolci, gli amaretti inimitabili e divini di un'antica pasticceria, sempre del territorio. Potevamo non gustarli durante il viaggio? Hanno addolcito le code in autostrada e la fiacca d'agosto! Le rustiche coccole del primo piatto nella mia solita cucina, hanno poi contentato il pranzo della Domenica di cui vi partecipo qui foto e ricetta:


Per 2
Una cipolla rossa di Tropea

Funghi porcini secchi 150 g

Carciofi arrostiti sott'olio 8 mezzi cuori di numero

Tre cucchiaini di Nduja

Basilico
olio extra

sale e pepe q.b.


Soffriggere la cipolla tagliata a rondelle velate con olio e nduja. Ammollare i funghi in acqua tiepida e una volta rinvenuti unirli al soffritto. Da ultimo i carciofi scolati, spezzettati e conditi con abbondante basilico fresco, salteranno in padella insieme al resto e ad un filo d'acqua. Sale, pepe, dieci minuti di cottura al massimo e il sugo sarà pronto.

Nel frattempo preparate i bucatini freschi e scolateli appena più che al dente, per ripassarli un momento dopo nella salsa fumante e briosa! Servite e godetevi lo spettacolo accompagnati da un buon rosso, fresco e accattivante preludio di un'autunno che ci aspetta dietro l'angolo!



4 agosto 2009

Coniglio saporito e calura in discesa

Solo che tra qualche giorno si parte per le tanto ambite vacanze...Non vorrei c'imbattessimo proprio in quegli splendidi temporali estivi che possono bagnarti le ferie...Danza del sole per propiziarci il benvenuto del grande fratello giallo, mi sembra opportuna! Nel frattempo continuo a sminuzzare e sfrigolare in cucina, che è un vizio duro a morire! Ieri qui ho trovato questa succulenta proposta e datosi che avevo nel freezer, che lentamente sta cominciando a svuotarsi, un bell'esemplare di coniglio casereccio ho pensato: che farne di diverso? EUREKA! Guardo in internet e troverò alternative a bizzeffe! Infatti, ci è voluto chiaramente il tempo di un click, dopo qualche aggiustamento e preparativo il risultato non ha deluso il palato! Di contorno un'insalata di pomodori a tocchetti, rucola e cipolla rossa dolce di Tropea, condita con gocce di limone e olio evo, ha completato degnamente il piatto.


Tagliare a pezzi il coniglio, lavarlo in acqua e aceto e asciugarlo. Rosolarlo in olio e burro a calore medio. Salarlo, spruzzarlo di vino e farlo evaporare. Cuocere circa 1 ora, coperto, aggiungendo brodo caldo. In una padella soffriggere la pancetta tagliata a dadini in poco olio, unire un trito di salvia e rosmarino e sale e far insaporire. Aggiungere il trito al coniglio poco prima di levarlo dal fuoco. Mescolare e servire ben caldo.


per 4 persone

30 luglio 2009

Mouss..akà ... di melanzane e carne!

La Moussaka è sicuramente uno dei piatti più conosciuti della cucina Greca e io adoro quando la mia dolce cognatina Cipriota me la prepara succulenta e carica di golose fragranze. Non essendo però nella condizione di volermi mettere ai fornelli, causa caldo africano incombente, per riprodurla, mi sono dedicata ad una versione un tantino rivisitata e pratica del piatto. Il risultato è stato simile ad una delicata polpetta gigante...molle! Ma il gusto non ha tradito le mie pur flebili aspettative! Un bel pò di polpa di vitello tritata, tuffata in un giardino di cipolla rossa affettata fine e mescolata a pomodori pachino e tanto basilico. Immancabile l'olio d'oliva a condire il tutto, fatto andare a fuoco vivace il tempo necessario a far cuocere la carne. Intanto le melanzane polpose e fresche divise in spicchi bollivano con appena un pizzico di sale fino a colororsi e poi stop. Nel lavello attendeva lo scolino che arrivassero le mie amiche viola! Strizzate bene e non sciupate le ho passate al mixer con parmigiano e altro basilico. Ho infine mescolato la purea al sugo di carne e pomodorini e coperto il tutto con panna da cucina, perchè di far la besciamella non avevo alcuna voglia. Infornato a 180° ... aspettato 20 minuti ... sfornato e fatto freddare. Buonissimo con un'insalata di cetrioli a contorno!

26 luglio 2009

Croccante di pollo con verdure di sole


Vi capita di aprire il frigo e volerlo vuotare di ciò che trovate, per poterlo poi riempire di nuovo, con maggior freschezza e varietà, di qualunque cosa? A me è successo venerdì, e anche se , ovviamente non ho eliminato se non pochi articoli! L'esperimento di assemblare gusti e sapori è riuscito perfettamente, con buona pace del maritozzo che ha gradito la cenetta scrocchiarella! Avevo del petto di pollo intero, e dopo averlo tagliato in fette spesse e irregolari mi scervellavo a trovare soluzioni, per non proporlo come al solito al coniuge che sarebbe arrivato strafatto di stanchezza e fame. In soccorso poi mi è venuto un libricino che sto leggendo con grande curiosità e rispetto della trama linguistica, che è curata più della stessa narrazione quasi : La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni. La storia di una vecchia signora indiana in una botteguccia di Oakland, California, con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile. E' Tilo, la Maga delle Spezie. La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati, attratti dai suoi arcani e misteriosi poteri, per portarla su un'isola stregata e meravigliosa. Lì Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l'India alle spalle. Nella Bottega della Maga, dunque, sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d'immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora. Mi ha ammantato e stordito di colore e profumi la scrittura, anche se la vicenda sul dipanarsi è un romanzo quasi rosa, ma la presenza delle spezie conferisce al racconto un gradimento difficile da rimuovere dal pensiero di chi si esercita in cucina: stimola! Perciò mi ha convinto l'idea di pestare appena dei semi di sesamo, mescolarli con un accenno di vino bianco, della salsa di soia e dello sciroppo d'acero, per impanarvici dentro i tocchetti di carne. Nel frattempo ho messo in padella a profumare un giro di olio extra con aglio e generose foglie di salvia. Appena gli odori si sono sprigionati ho adagiato i pezzetti di pollo nell'intingolo e fatto andare a fuoco vivace per 10minuti circa. Si è dorata e tostata la crosta mentre l'anima si è mantenuta morbida. Nel frattempo un' altra padella ha accolto falde di peperoni gialli, julienne grossolana di carote e rondelle di cipolla rossa condite con il solito venerabile olio extra e semi di cardamomo verdi. Altra cottura di circa venti minuti appena e poi servito tutto con grande semplicità in tavola. I croccanti di pollo erano squisiti e le verdure meritevoli di lode, per l'abbinamento! Chissà se alla maga TILO sarebbero piaciuti!?

20 luglio 2009

POLPOSIA


Morbido morbido, profumato di limone, delicato e gustoso è andato via che è un piacere! E' stato semplice da preparare, per una cenetta a 4 che ha avuto spigolette al sale e insalata di rucola pachino e canasta in scena, con accompagnamento di patate novelle lesse, una fritturina di calamaretti e questo antipasto di polipo che velocemente ho preparato in 1 ora e 30 minuti! Basta farlo cuocere con tanta acqua e sale grosso q.b. in una meravigliosa pentola a pressione. Per renderlo morbido attendere che, dopo 40 minuti di cottura circa, per un polpo medio, si freddi nella sua stessa acqua senza aprire la pentola se non a raffeddamento completo. Poi tagliarlo e distribuirlo in porzioni condito con olio sale, pepe, gocce di limone e prezzemolo finemente tritato. Aggiungere pure qualche mestolo dell'acqua di cottura ne rinforza ed esalta la sapidità. Piaciuto tanto e spazzolato in allegria!

6 luglio 2009

Souté di cozze fasolari e vongole con insalata di agrumi



Lo so, il tempo passa, e le cose per fortuna terminano o cominciano...Finita la scuola, ringrazio tutte le colleghe che amorevolmente mi hanno permesso di lavorare bene, imparare meglio e partecipare con affetto e dedizione. Ci ritroveremo presto, o almeno spero! Dovrebbero cominciare le vacanze, ma mi pare ancora lontano il momento, giacchè da una settimana vado a far commissioni a destra e manca come una trottola e mi ritrovo con un arretrato di faccende, non da meno casalinghe , di proporzioni bibliche! Che fatica ragazzi! Ecco perciò che la voglia e il tempo di preparar manicaretti si assopisce un pò. Leggendo però le fantastiche pagine del mio adorato Montalbano, a proposito La danza del gabbiano è una vera chicca di cui enormemente ringrazio l'autore Camilleri e di cui invito caldamente alla lettura, quando t'immergi nella descrizione dei piatti di pesce succulenti e dal gusto fortemente mediterraneo l'acquolina si scatena e ricorrere a medicamenti culinari urge!!! Così con dei frutti di mare freschissimi ho provato e sottoscritto questa meraviglia del Soutè abbinandola ad un'insalata che balla, come il gabbiano del libro, la sua ultima danza, visto che le arance sono tardivi.....ssime! Le adoro e perciò passatemi l'ispirazione.


Ingredienti:


cozze 1kg


fasolari 1kg


vongole 1kg


3 spicchi d'aglio

una manciata di pomodori pachino


1 bicchiere vino bianco o poco più


Prezzemolo tritato


Olio extrav


sale e pepe


peperoncino


un grosso tegame di coccio


Lavate e raschiate il guscio delle cozze, pulite i fasolari e le vongole. Spurgate gli animaletti facendoli ammollare in acqua fredda e sale o farina di frumento. Fate aprire le cozze in una pentola. Di seguito i fasolari e da ultimo le vongole. Raccogliete tutta l'acqua che faranno e filtratela. Nel grosso tegame di coccio, predisposto alla cottura, fate rosolare l'aglio e il prezzemolo tritati fine in abbondante olio, disponete i filettini di pachino, bagnate con il vino e fate evaporare, ma non del tutto. Aggiungete i mitili con tutta la loro acqua filtrata, spolverate con altro prezzemolo, salate e pepate abbondantemente, poi girate bene. Fate cuocere per qualche minuto. E' consigliato servire il souté caldo con bruschette di pane fumantine e un buon bianco fresco o del prosecco . ARRICRIATEVI!!!!!


Di contorno ho preparato un'insalata di arance tardive e sedano che ho salato e pepato di nero appena, servendole come delicato inserto dopo-pesce condite all'olio extra. Andrebbero pelate a vivo, ma il tempo ... ahimè, tiranneggiava. Squisite e dolci !