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19 dicembre 2012

Riso Venere alla malva

Ciao e benritrovati! Sì, lo so, latito, ma questo non vuol dire che i fuochi siano spenti! Ecco, per esempio, una cosa semplicissima , ma credetemi molto delicata e gustosa al contempo, che in queste prime giornate d'inverno porta conforto a chi rientra da fuori intirizzito! Se avete a disposizione della tisana di Malva...sì, quella che avete comprato sfusa e poi è in parte finita in un barattolo e al momento vi pare piuttosto arrivata...NON BUTTATELA! Piuttosto procuratevi del riso nero di qualità, munitevi di una bella pentola a pressione e fate un battuto di cipolle, come per un classico risotto. Aggiungete olio extra , un pochino di brodo vegetale, andrà bene pure quello in polvere già pronto, e poi versate la Malva, triturata per benino. Cominciate a fare sfrigolare e non appena la cipolla anticiperà la sua trasparenza versate il riso nella pentola e  allungate con acqua, qb e sale, il tot che vi sembrerà opportuno a far cuocere il riso. In genere personalmente valuto due tazze di acqua per una di riso. Dopo circa 30/40 minuti siate pronti a frenare il fischio della vostra amica a pressione e aprite lentamente il coperchio ... sentirete un profumo specialissimo emanare dai vapori interni e non riuscirete a non dirvi che bravi siete stati a fare tanto con poco! Impiattate e servite subito! La variante all'ortica è meno profumata, ma per chi non sopportasse la malva ne è una buona sostituta.


6 giugno 2012

Pizzoccheri zelanti ai carciofi

Mi ripetevo che questo piatto lo avrei dovuto provare ... non sono mai stata in Valtellina e perciò l'idea di sconfinare la regione Lazio per un giorno, almeno culinariamente parlando, mi affascinava molto! Se poi metti che in casa hai due farine bio di buona qualità, una di grano saraceno e l'altra di semola, la tentazione dell'impasto è irresistibile! Allora via di kenwood e acqua e farine fino a quando non ho ottenuto una bella palletta tonda tonda che ho messo a riposo per circa 30 minuti. Non volevo ottenere un impasto forte, ma leggero e digeribile, quindi niente uova. Nel frattempo mi sono preoccupata di preparare il condimento...già, ma come si condisce bene un pizzocchero? Non avendo tempo per navigare e trovare soluzioni adeguate al caso ho deciso che avrei proceduto con qualcosa di destrutturato , ma adattabile e saporito...l'impasto modificato dei tortellini! Perciò nel mixer ho frullato un dito di panna, poca mortadella, due fettine spesse di bollito di vitello,un velo di prosciutto crudo, parmigiano qualche cucchiaio, dei carciofi che ho trifolato all'olio fino a qualche minuto prima, un quarto di ricotta di mucca, sale e pepe q.b., noce moscata...giusto un pizzico. Mi chiedevo se fare gratinare in forno tutto non avrebbe reso più appetibile il risultato ... proviamo! Ho steso le sfoglie di pasta tirata rigorosamente al mattarello, le ho tagliate come delle tagliatelle più spesse e me le sono godute mentre cuocevano e venivano a galla morbide e spumose di farina! Poi le ho accomodate in un tegame capiente e le ho fuse al preparato di carciofi e delizie , spolverandole infine con una buona manciata di grana e riponendole in forno a 160 ° con grill. BEH, sfornandoli dopo dieci minuti una nuvola di caldo conforto è stato il preludio ad un gusto che solo ricreandolo potrete provare ...non ve ne pentirete, son sicura!



9 settembre 2009

Colazione sprint e prima di tortiglioni saporiti

Mi concedo una pausa muy sabrosa esta magnana e saluto tutte le donne a cui oggi e domani è dedicato il G8 delle donne che è certamente una proposta interessante da cui auspichiamo possa nascere del buono e del giusto. Un pò di luce su tante ombre che rendono difficile la convivenza civile in un mondo un tantino alla deriva rappresenta una flebile luce, ma pur sempre un bagliore nella notte. E così la colazione è stata energetica e odorosa con aromi di bergamotto, una marmellata speciale, note di gelsomino, nel the prodotto da altro-mercato, uva italia dolce come il miele, e un caffè alla cannella girato con zucchero di canna. Basta poco, che ce vò, e la giornata ti sorride! In quanto ai tortiglioni, sono stati improvvisati al momento, visto che per cambiare, mi toccava tanto da fare al pomeriggio del venerdì scorso e o così o ciccia! Avevo piccole zucchine fresche a disposizione, dei magnifici fiorilli della medesima pianta e delle alici sott'olio da terminare. Per cui, aglio tagliato fine e peperoncino per il soffritto istantaneo, un paio di alici sfilettate subito immerse, le zucchine tagliate a julienne e aggiunte dopo un minuto dallo sfaldamento dei pescetti, rimestata veloce e dopo circa dieci minuti a polvere i fiorilli e del basilico spezzettati entrambi a mano. Il tempo che i tortiglioni cuocessero, poco sale, che le alici ne hanno di proprio, e servito piatto fumante con contorno di un filo d'olio a crudo per esaltare il condimento. Da leccarsi i baffi! Parola del mio gattone Zigulì che si è scodellato gli avanzi!




1 settembre 2009

E tutto è bene ciò che finisce bene!



Ancora un'altra estate trascorsa e depositata nel novero dell'archivio della vita. Sole, mare e voglia d' assoluto relax ci hanno accompagnato, per il tempo appena sufficiente a raccattarci e rimetterci in sesto, prima di riaffrontare la giostra annuale del lavoro e della routine quotidiana in capitale. Non avevo nessuna propensione a disfare le valigie, non avevo necessità di spulciare internet (piccola bugia! Mi siete mancati tutti!), ancora non mi sento di caricare i panni in lavatrice, solo i fornelli pure poco attraenti , per via del gran caldo, sono apparsi unico richiamo alla civiltà e al bisogno necessario a rinvenire corpo e spirito. Così, ovvio che il primo del rientro fosse dedicato più che mai ai prodotti tipici e di alta qualità che la mia terra sa regalare. I fragranti sentori che si sono sprigionati durante la breve preparazione sono stati consolatorii e pregni di un umore gradevole, atto a risollevare con amore e passione le sorti di un rientro malinconico. Ho acquistato, nei momenti che anticipavano la partenza, cipolle rosse di Tropea, dolci e polpose, carciofi arrostiti sott'olio, irresistibili per una golosa consumatrice, funghi porcini secchi di Cardinale, paese provvido di tali delizie e dei bucatini fatti di grano duro e tirati al momento al Panificio Albanese di a Marina di Gioiosa J., dove la qualità si concretizza nei prodotti ancorati alla tradizione di una sapienza decennale impastata di sacrificio e duro lavoro. Poteva mancare la bomba nduja al peperoncino vivificante? Assolutamente noooo!!! E perciò giù con un'intera caterva di altre conserve e preparati e sughi e stagionati, per chiudere con note dolci, gli amaretti inimitabili e divini di un'antica pasticceria, sempre del territorio. Potevamo non gustarli durante il viaggio? Hanno addolcito le code in autostrada e la fiacca d'agosto! Le rustiche coccole del primo piatto nella mia solita cucina, hanno poi contentato il pranzo della Domenica di cui vi partecipo qui foto e ricetta:


Per 2
Una cipolla rossa di Tropea

Funghi porcini secchi 150 g

Carciofi arrostiti sott'olio 8 mezzi cuori di numero

Tre cucchiaini di Nduja

Basilico
olio extra

sale e pepe q.b.


Soffriggere la cipolla tagliata a rondelle velate con olio e nduja. Ammollare i funghi in acqua tiepida e una volta rinvenuti unirli al soffritto. Da ultimo i carciofi scolati, spezzettati e conditi con abbondante basilico fresco, salteranno in padella insieme al resto e ad un filo d'acqua. Sale, pepe, dieci minuti di cottura al massimo e il sugo sarà pronto.

Nel frattempo preparate i bucatini freschi e scolateli appena più che al dente, per ripassarli un momento dopo nella salsa fumante e briosa! Servite e godetevi lo spettacolo accompagnati da un buon rosso, fresco e accattivante preludio di un'autunno che ci aspetta dietro l'angolo!



26 luglio 2009

Croccante di pollo con verdure di sole


Vi capita di aprire il frigo e volerlo vuotare di ciò che trovate, per poterlo poi riempire di nuovo, con maggior freschezza e varietà, di qualunque cosa? A me è successo venerdì, e anche se , ovviamente non ho eliminato se non pochi articoli! L'esperimento di assemblare gusti e sapori è riuscito perfettamente, con buona pace del maritozzo che ha gradito la cenetta scrocchiarella! Avevo del petto di pollo intero, e dopo averlo tagliato in fette spesse e irregolari mi scervellavo a trovare soluzioni, per non proporlo come al solito al coniuge che sarebbe arrivato strafatto di stanchezza e fame. In soccorso poi mi è venuto un libricino che sto leggendo con grande curiosità e rispetto della trama linguistica, che è curata più della stessa narrazione quasi : La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni. La storia di una vecchia signora indiana in una botteguccia di Oakland, California, con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile. E' Tilo, la Maga delle Spezie. La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati, attratti dai suoi arcani e misteriosi poteri, per portarla su un'isola stregata e meravigliosa. Lì Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l'India alle spalle. Nella Bottega della Maga, dunque, sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d'immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora. Mi ha ammantato e stordito di colore e profumi la scrittura, anche se la vicenda sul dipanarsi è un romanzo quasi rosa, ma la presenza delle spezie conferisce al racconto un gradimento difficile da rimuovere dal pensiero di chi si esercita in cucina: stimola! Perciò mi ha convinto l'idea di pestare appena dei semi di sesamo, mescolarli con un accenno di vino bianco, della salsa di soia e dello sciroppo d'acero, per impanarvici dentro i tocchetti di carne. Nel frattempo ho messo in padella a profumare un giro di olio extra con aglio e generose foglie di salvia. Appena gli odori si sono sprigionati ho adagiato i pezzetti di pollo nell'intingolo e fatto andare a fuoco vivace per 10minuti circa. Si è dorata e tostata la crosta mentre l'anima si è mantenuta morbida. Nel frattempo un' altra padella ha accolto falde di peperoni gialli, julienne grossolana di carote e rondelle di cipolla rossa condite con il solito venerabile olio extra e semi di cardamomo verdi. Altra cottura di circa venti minuti appena e poi servito tutto con grande semplicità in tavola. I croccanti di pollo erano squisiti e le verdure meritevoli di lode, per l'abbinamento! Chissà se alla maga TILO sarebbero piaciuti!?

1 maggio 2009

Felice1 maggio! Ricette verdi delicate per incontrare la primavera

Ecco delle soluzioni facili, economiche e assolutamente salutari per impiegare verdure e proteine. Da noi le verdure spopolano e datosi parametri di dieta metabolica in corso faccio il possibile per insaporirle e renderle godibili al 100%! Una ricetta da proporre con erba selvatica:

Minestra di cicoria



Lessare la cicoria e dopo averla ripassata in padella con cipolla e pancetta dolce, unire un uovo a ogni 200 g di cicoria sbattuto con del grana o a gusto del pecorino. Preparare del buon brodo di pollo e delicatamente irrorare le verdure in carbonara con esso, avendo cura di spezzettarle e girarle delicatamente con una frusta. Servire ai piatti fumante.


Invotini di prosciutto e asparagi

Lessare gli asparagi e a tre a tre avvolgerli in fette di prosciutto cotto. Preparare una besciamella vegetale (vedi ricetta del grano saraceno più avanti con specifiche per la salsa vegetale al parmigiano) e dopo aver unto d'olio una pirofila disporre la salsa, gli involtini e di nuovo la salsa. Cospargere tutto con pangrattato saltato in padella con un filo d'olio e profumato al rosmarino. Infornare per 30 minuti a 180°/200°.



Orzotto di zucchine alle tre spezie

Come per un risotto predisporre le zucchine tagliate a dadini e la cipolla a soffriggere con un cicinin d'acqua e olio evo. Aggiungere l'orzotto e il vino bianco che dovrà sfumare piano. Continuare la cottura aggiungendo del brodo vegetale e mescolando per almeno 20 minuti. Alla fine aggiungere zafferano, semini di cardamomo nero, bastano 2 baccelli e un pizzico di semi d'aneto. Mantecare con ottimo grana, olio d'oliva e lasciare a riposare, prima di servire, almeno 10 minuti.

21 marzo 2009

Primo e secondo con Meme






Le leccornie di domenica scorsa, veramente riuscite!

Lasagne alla ligure rivisitate

Ad una besciamella molto lenta, aggiungere qualche cucchiaio di pesto e lasciare da parte a insaporire per pochi minuti. Prendere delle sfoglie di lasagna e a strati e disporre in un a capiente pirofila:
uno strato di besciamella insaporita, la sfoglia tirata o comprata di buona qualità, una copiosa percentuale di fagiolini bolliti, del prosciutto cotto, un po’ di parmigiano e della scamorzina affumicata grattata con la mandolina, al momento. Procedere per quattro strati almeno. Per meglio evidenziare il sapore al pesto , aggiungere qua e là dei guazzetti di salsa verde, soprattutto a copertura finale, dopo aver disposto l’ultimo strato di besciamella. In forno a 220 gradi per circa venti minuti. Sfornare e servire calde calde.


Di seguito un secondo storico:
Anatra alla favorita , trovata sul sito Cucinare Meglio e subito sperimentata!

Ingredienti x 4:

•1 anatra di 1200 g
•5 spicchi di aglio
•2 foglie di alloro
•Olive nere snocciolate
•2 cucchiai di rosmarino tritato
•30 g di olio d'oliva extra-vergine
•2 bicchieri di vino bianco
•Sale

Tagliare l'anatra in pezzi e togliere il grasso il più possibile. Fare un trito di aglio, alloro, olive, e rosmarino ed imbiondire il tutto in olio. Aggiungere i pezzi di anatra in padella e friggere entrambe le parti per alcuni minuti. Salare ed bagnare con il vino bianco. Coprire il tutto con un coperchio e cuocere a fuoco lento. Quando il vino è evaporato, aggiungerne altro fino a fine cottura. Favorita si riferisce all'amante del re Vittorio Emanuele II, probabilmente la Bella Rosina.


Contenti e soddisfatti noi e i nostri amici ospiti!
Al solito ringrazio la piccola Sara di Esperimenti e pasticci in cucina per tutte le giocose iniziative in cui mi tira in ballo! la risposta al Meme
5 cose di cui non posso fare a meno....
del pc, of course!!! Mi sentirei fuori dal mondo senza usarlo almeno qualche minuto al giorno!
della musica! Grande musa e amica e sfida della mia vita.
dei libri! Li divoro e non potrei assolutamente farne a meno.
della cucina! Mi aiuta a scaricare tante tensioni e mi facilita l'esistenza creativa.
dei profumi! Mi consolano ed esaltano sempre, anche quando il morale è scarico.
E chi volesse allungare la lista al Meme con i commenti, si accomodi pure, sarà il benvenuto!

11 marzo 2009

Se non si cucina non si mangia!


Ciao ragazzi e ben ritrovati! Scusate l'assenza, ma il lavoro mi ha letteralmente " sderenata" in questi giorni, come si dice a Roma! Nonostante peripezie e ritagli di tempo ricavati a sprazzi, per cucinare il tempo lo si deve comunque trovare, o altrimenti non si mangia! Ergo, eccovi le ultime cosine preparate con amore nel mio piccolo regno :



Panini al farro e finocchio, di cui per la ricetta ringrazio veramente Chiara de Il Giulebbe



Ingredienti


150 gr di farina di farro integrale


150 gr di farina 0 ( di cui 50 gr per me sono stati di manitoba)


180 gr di latte


1 cucchiaino di zucchero



4 gr di sale fino



1 cucchiaino di malto d'orzo ( ho usato, non avendolo, un cucchiaino di sciroppo d'acero in alternativa)



12 gr di lievito



un cucchiaio di semi di finocchio.




Miscelare le farine,il sale,i semi di finocchio e lo zucchero. Sciogliere il lievito nel latte tiepido con il malto . unire il liquido alle farine.impastare per 10 minuti sbattendo di tanto in tanto l'impasto.Metterlo in una ciotola coperto da un canovaccio e lasciarlo lievitare in un ambiente tiepido per 1 ora circa.riprendere l'impasto,sgonfiarlo ,e ricavare 8 palline. Diamo ai panini la forma che preferiamo: io ho fatto dei cilindri e ho inciso la superficie con un coltello affilato. Far rilievitare per un'altra ora e cuocere a 180°per 15 minuti circa ...





questo il risultato







e che profumo!



E poi la nota dolce che è arrivata da qui , grazie Luna, con somma soddisfazione:


240 g. di farina( io ho usato quella autolievitante)

120 g. di zucchero ( ma si può anche metterne 150 g)


1 bustina di lievito per dolci ( in alternativa ho usato 1cucchiaino abbondante di cremor tartaro)


2 uova


1 vasetto di yogurt alla vaniglia (ho usato il Granarolo)


1/2 vasetto di olio evo ( di semi sarebbe stato altrettanto buono)


1 vasetto di latte


1 bustina di vanillina ( non l'avevo ed ho aggiunto una bacca di vaniglia e mezza tazzina di caffè ristretto)


buccia di un limone grattugiata ( essenza al rum)



Setacciare la farina con il lievito e mescolarla allo zucchero, unire la vanillina. In una ciotola sbattere leggermente le uova, lo yogurt, la buccia di limone grattugiata e l'olio fino ad ottenere un composto omogeneo. Unire quindi il composto ottenuto sulla farina e lo zucchero, amalgamare gli ingredienti secchi con i liquidi con un cucchiaio (senza frullare) quanto basta per rendere omogeneo il tutto.
Versare in una teglia imburrata ed infarinata ed infornare per 20-30 minuti in forno preriscaldato a 180°.



Io ho messo tutto nel robot e frullato pochissimo ad intermittenza: eccovi il risultato, soffice soffice!









2 febbraio 2009

Ragù di farro decorticato pollo e cicoria

Una proposta intrigante, per acquisire nuove conoscenze nel variegato mondo di tutte le minuzie tonde, oblunghe, spezzate, appiattite, cicciute, occhiute e chi più ne ha più ne metta! Cereali, legumi e Co. la fanno da padrone in questa raccolta proposta da Mikamarlez de I pasticci di Memole. Qualche giorno fa, per il pranzo volante del maritozzo, ho preparato questo miscuglio multicolor riuscito e salubre. Mi sono ritrovata in frigo della cicoria lessa, del farro che avevo preparato in ammollo e cotto il giorno stesso, del pollo lesso, della pancetta e la cipolletta dorata salva-soffritti-dell'ultim'ora! Chiaramente ho assemblato il tutto in padella con olio caldo e a sfrigolio avviato garantisco che il sentore di erbette ripassate si sentiva dal primo piano.. e noi abitiamo al quarto! Mikamarlez insomma! La progressione degli inserimenti è stata la seguente:
cipolla e olio evo
pancetta affumicata
cicoria lessa
pollo lesso sfilettato
farro lesso e scolato
goccio di balsamico per chiudere in bellezza lo sfrigolamento
sale e pepe q.b.

26 gennaio 2009

Il mio caffè libanese



Ed ecco una piccola chicca per partecipare alla raccolta di IncucinaconlaSposadelvento !



oggi sono a casa con l'influenza e credo che per smaltirla ci vorranno bevande calde e coccole ...


questo caffè con semini di cardamomo è una specialità libanese che ho voluto riprodurre, con un profumatissimo ed aromatico risultato, nella mia piccola officina!


Basta aggiungere alla miscela di caffè in filtro, l'equivalente interno di 4-6 semi di cardamomo verde, schiacciati delicatamente e aperti. Inebrieranno cuore e odorato! Richiudere con attenzione la moka e aspettare che l'effluvio si spanda per casa, rallegrando la giornata! Buon caffè a tutti e che il vento possa spirare nella vostra direzione, per farvi sentire l'essenza di tanta meraviglia!




14 gennaio 2009

PREPARATO PER CIOCCOLATA IN TAZZA di Anice&Cannella

Da urlo e buona meglio che al bar!


Ingredienti per 12 tazze:
180 gr di cioccolato fondente dal 55% al 65%
12 cucchiai di cacao amaro in polvere
4 cucchiai di zucchero di canna
8 cucchiai di zucchero semolato
12 cucchiaini rasi di fecola di patate

La miscela:
Polverizzare nel mixer con le il cioccolato fondente facendo attenzione a mixare a intermittenza altrimenti il cioccolato si scioglie. Metterlo in un barattolo a chiusura ermetica insieme a tutti gli altri ingredienti e mescolare bene.
Conservare in un luogo fresco e asciutto.

Preparazione di 1 tazza:
Mettere in un pentolino 3 cucchiai del preparato e sciogliere 150 ml di latte versandolo poco alla volta e mescolando bene con un cucchiaio per sciogliere bene la polvere, e facendo attenzione a non fare grumi.Quando il latte è tutto nel pentolino, mettere a fuoco basso, mescolando sempre, e attendere il bollore.

29 novembre 2007

I SENTIERI DEL GUSTO E DELLE IDEE


Centro Storico - Monterotondo (RM)
Ore 10.00 - 21.12.2007

I SENTIERI DEL GUSTO E DELLE IDEE - Rassegna dei prodotti biologici, tipici e non solo

Legambiente ogni IV domenica del mese ti invita nel Centro Storico di Monterotondo a ritrovare arti e sapori di tempi e di terre lontane.

L´evento, giunto alla sua 3° edizione, è il canale per chi vuole avvicinarsi al biologico, scoprire i prodotti tipici italiani, apprezzare il lavoro di veri artigiani e saperne un po´ di più da esperti e ricercatori.

26 ottobre 2007

Salsa Agrodolce Cinese: servita la ricetta!

Questa che vi scrivo è la ricetta della salsetta che solitamente viene servita nei ristoranti cinesi come accompagnamento agli involtini primavera.

E’ davvero molto facile farla a casa, e il sapore è uguale a quella servita nei ristoranti.

Ingredienti:250 ml di acqua
6 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di maizena
4 cucchiai di ketchup
4 cucchiai di succo d’arancia
3 cucchiai di succo di limone
1/2 cucchiaino di tabasco
1 cucchiaino di salsa di soia
3 gocce di olio al peperoncino
1 cucchiao di Grand Marnier o Cointreau

In un pentolino mettete l’acqua, versate sempre mescolando la maizena, e a poco a poco aggiungete tutti gli ingredienti tranne il liquore. Portate a ebollizione mantenendo la fiamma a livello basso e mescolando in continuazione. Appena il composto comincia ad addensarsi, togliete dal fuoco e aggiungete il liquore. Fate raffreddare prima di servire.

E di conseguenza...Il Savor!

Il Savor, in dialetto "savôr", è un'antica marmellata diffusa un tempo soprattutto in Romagna. E' un dolce "povero" che si ottiene, dopo lunga bollitura, facendo cuocere nel mosto d'uva nera un'insieme di frutti autunnali ("frutti dimenticati") come frutta secca, polpa di zucca,scorze di arancio e limone. . Denso e scuro, il Savor è ottimo per accompagnare indifferentemente piatti dolci, arrosti e bolliti. E' ottimo anche accompagnato al formaggio di fossa di Sogliano. Nelle case contadine, specie a Montegelli, il Savor veniva conservato in piccole damigiane dal largo collo e serviva come energetico companatico da consumare durante l'inverno.
Ecco la ricetta:
Si prendono 8 litri di mosto d'uva nera (preferibilmente
sangiovese) e si fa bollire fino a quando il mosto sia ben denso e sia rimasto circa 2 litri. In questo concentrato zuccherino si mettono a bollire 2,5 Kg. di frutta autunnale, pere, mele, mele cotogne sbucciate e tagliate a dadi piuttosto grossi, fichi, gherigli di noci e gherigli di mandorle sbucciati, scorza di limone non trattato, poca cannella. Quindi si procede come per una normale marmellata. Quando il savor avrà raggiunto la consistenza desiderata si mette, ancora bollente, in vasi dalla chiusura ermetica e si conserva.
Riportiamo la definizione di Savor, nel
dialetto romagnolo, secondo il vocabolario di Ercolani:
savôr = s. m. «savore», "specie di marmellata ottenuta con il far bollire nel sugo di mosto, non ancora fermentato, ogni sorta di frutta tagliuzzata: pere, mele cotogne, gherigli di noci, bucce d’arance" (Paolo Toschi). Da confrontare con l’italiano antico savore, «salsa» (d.e.i.: nei dialetti rustici toscani è un pesto di noci ed uva acerba, usato come condimento sulla carne, «sapore»).
Per ulteriori informazioni:
www.savordimontegelli.com