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19 dicembre 2012

Riso Venere alla malva

Ciao e benritrovati! Sì, lo so, latito, ma questo non vuol dire che i fuochi siano spenti! Ecco, per esempio, una cosa semplicissima , ma credetemi molto delicata e gustosa al contempo, che in queste prime giornate d'inverno porta conforto a chi rientra da fuori intirizzito! Se avete a disposizione della tisana di Malva...sì, quella che avete comprato sfusa e poi è in parte finita in un barattolo e al momento vi pare piuttosto arrivata...NON BUTTATELA! Piuttosto procuratevi del riso nero di qualità, munitevi di una bella pentola a pressione e fate un battuto di cipolle, come per un classico risotto. Aggiungete olio extra , un pochino di brodo vegetale, andrà bene pure quello in polvere già pronto, e poi versate la Malva, triturata per benino. Cominciate a fare sfrigolare e non appena la cipolla anticiperà la sua trasparenza versate il riso nella pentola e  allungate con acqua, qb e sale, il tot che vi sembrerà opportuno a far cuocere il riso. In genere personalmente valuto due tazze di acqua per una di riso. Dopo circa 30/40 minuti siate pronti a frenare il fischio della vostra amica a pressione e aprite lentamente il coperchio ... sentirete un profumo specialissimo emanare dai vapori interni e non riuscirete a non dirvi che bravi siete stati a fare tanto con poco! Impiattate e servite subito! La variante all'ortica è meno profumata, ma per chi non sopportasse la malva ne è una buona sostituta.


5 marzo 2011

Io, me e le mie ricette!






Pesce persico di verde vestito




Flan di broccolo romanesco in giallo curcuma




Mela golden "cotta e mangiata"


Il persico quando è non spesso oltre un dito e rosato mi piace prepararlo al forno e che abbia una buona crosticina. Il pesce diciamo "panato" trovo che in molti casi risolva brillantemente un pranzo o una cena informale e che si vuole arricchire di profumi. Visto che nella mia cucina spesso avrete incontrato ricette con tale risultato eccovene ancora una da annoverare tra quelli ben riuscite:




un filetto di persico grande e adeguato a 4 porzioni

un mazzetto di rucola

una manciata di pinoli sgusciati

4 cucchiaini di parmigiano

uno spicchio d'aglio

olio extra 2 cucchiai

mezzo vasetto di yogurt naturale

sale e pepe q.b.



pangrattato profumato alle tre erbe prezzemolo, salvia, rosmarino


gocce di limone



una pirofila da forno unta con un filo d'olio d'oliva


con i primi sette elementi preparare un pesto molto fine, quasi una crema con la quale cospargere la parte superiore del pesce . Riporre poi il filetto nella pirofila unta e spolverata col pangrattato. Aggiungere, al suolo di superficie verde, a pioggia ancora un tanto di pangrattato profumato, olio un giro, gocce copiose di limone e magari della buccia grattuggiata dello stesso se biologico. Infornare a forno ventilato 180° per 30 minuti circa. Il tempo dipende dalla doratura e dallo spessore del pesce. A metà cottura dividere in 4 parti e irrorare con un filo d'acqua al bisogno , per evitare che la crosticina si attacchi al fondo pirofila o si bruciacchi.




Il broccolo romanesco lo adoro! E' bello, è buono, fa bene e cuoce in fretta! Solo 5 minuti in pentola a pressione con acqua e sale dopo averlo lavato e diviso in cimette. Quando voglio servirlo in piatto unico, magari per cena, lo preparo così:




per due/quattro persone un broccolo lessato

mezza confezione di panna da cucina

una punta di curcumina

due uova intere

1 cucchiaio di parmigiano gratt

noce moscata un pizzico

olio evo un giro e poco più

sale q.b.

latte un bicchiere medio

la solita pirofila unta


In forno ben caldo, sempre ventilato per guadagnar tempo, riporre la pirofila col broccolo sbollentato in acqua salata e ridotto a poltiglia multiforme, coperto dalle uova sbattute col resto degli ingredienti. Facile, no? Sentirete come si proporrà al palato e risulterà leggero e gustoso.


Nel frattempo, dopo aver detorsolato e lavato a dovere delle mele golden belle farinose, mettete pure loro in uno stampo da plumcake con solo un filo d'acqua a cuocere, al primo ripiano del forno che si stava riscaldando per accogliere il flan. Quando la buccia si sarà disfatta impiattarle e irrorarle con il succo di un' arancia diviso due mele, il restante mezzo barattolo di yogurt magro di cui sopra, unito ad un velo di zucchero di canna ( per me stevia un pizzico) , l'acqua di cottura delle mele, che tirata avrà concentrato il gusto della frutta e qualche goccia di glassa d'aceto Ponti o simili. Sostituisce degnamente un dessert, strizza l'occhio alla linea e conclude egregiamente un qualsiasi piacevole convivio!



14 ottobre 2010

Il Dhokla indiano come la nostra farinata di ceci

da Table Conversation.com
Beh, chi ha letto il post precedente e sa delle ristrettezze alimentari in cui verso, ben comprenderà che cercare delle soluzioni plausibili ad un'alimentazione alternativa è il minimo mi possa inventare in questo caso! Per cui sto approcciando alla cucina indiana veramente tipica e ricca di piatti a base di verdure assolutamente prelibati e nutrienti . Ancora per questo mese non potrò sperimentare, ma per il prossimo mi porto avanti col lavoro! Prometto proverò a fare questo piatto davvero simile alla nostra farinata di ceci che si chiama DHOKLA ed ha origine nella regione del Gujarat, in India occidentale. Una farinata strepitosa fatta da Viv sul suo meraviglioso blog mi ha ispirato ed ecco la ricetta che mi accingerò a riprodurre non appena possibile:


servirà mescolare della farina di ceci con un frullato di yogurt misto a succo di limone, zenzero fresco, peperoncino verde, aglio e un cucchiao di zucchero di canna . Un pizzico di sale ed uno di curcuma, per dare colore, e via al rimescolamento con spatolina morbida a mano e velocemente in una ciotola comoda e non troppo grande. Per le dosi andate ad occhio. Una giusta consistenza e morbidezza saranno il segnale. Si aggiungerà a questo punto per far lievitare l'impasto un cucchiaio di sale di frutta (ENO FRUIT SALT) che darà al Dhokla una consistenza leggera e soffice. Pochi minuti occorreranno a che si formino delle bollicine che indicheranno l'avvenuta lievitazione e a quel punto trasferiremo in un tegame (preferibile se rotondo) a cuocere a vapore questa deliziosa tortina, per circa 20 minuti. Nel frattempo che la preparazione cuoce, in una padella a parte si preparerà una riduzione sciroppata di olio di semi, semi di mostarda, foglie di curry zucchero e acqua in parti uguali. Si chiama tarka, una sorta di soffritto di spezie che si usa come rinforzo a cibi delicati a base di verdura e legumi, ma anche di pesce e carne. Pronta la tortina la si guarnirà con l'intingolo profumato e la si offrirà in tavola calda o tiepida. Sembra facile ... chi si cimenta e poi mi racconta....? dovrò attendere , ma son certa sarà un delizioso antipasto alternativo da proporre ... sarà divertente provarlo!

28 giugno 2010

Fettuccine con nastri di zucchina e pomodori pachino



Un trionfo di profumi! Ordinaria bontà! Per 2:


4 zucchine romanesche medie

una bella manciata di pomodori pachino

aglio


olio extra


sale & peperoncino q.b.



due cucchiaini di pesto pronto


basilico a piacimento



Lavate e spuntate le zucchine. Tagliatele a lamelle nel senso della lunghezza e mettetele sotto sale a rilasciare l'acqua di vegetazione per circa 40 minuti. Scaldate dell'olio d'arachidi in una padella e friggete le zucchine a fuoco brioso qualche minuto per parte. Scolate e lasciate riposare. Intanto preparate un battuto fatto con olio, aglio, basilico , il pesto, sale e peperoncino. Fatelo andare a temperatura e non appena pronto , mentre avrete già messo a bollire l'acqua per le futtuccine, tuffatevi i pachino tagliati in quattro parti . Due minuti e aggiungete al sughetto le zucchine fritte. Rimestate appena e spegnete il fuoco. Le fettuccine hanno bisogno di solo 3 minuti o 5 di cottura, quindi calcolato il tempo esatto scolatele al dente e con un filino d'acqua di cottura versatele nel tegame insieme alle verdure. Fate saltare per due minuti , il tempo d'evaporazione dell'acqua di cottura. Le fettuccine all'uovo rendono merito al piatto e degna presentazione sarebbe quella di servirle sopra un letto di basilico appena raccolto e una leggera grattuggiata di ricotta salata affumicata a completamento. A me però la ricotta salata disturba e perciò ... nisba!

2 maggio 2010

Nuvola di zucchine cipolla e pomodorini





Leggera e gustosa, per cambiare indirizzo al pranzo della domenica.



Ho adoperato giusto


un kg di zucchine tonde , cipollotti freschi e novelli, pomodori ciliegino, olio di semi per friggere, sale.



Per il ripieno



una confezione di panna da cucina


4 cucchiai di parmigiano gratt.


100 g di ricotta fresca


due tuorli e due albumi montati a neve


sale e pepe q.b.




Ho tagliato a fette medio - spesse le zucchine e le ho messe in una capiente ciotola. In un padellino ho affettato 4 cipollotti medi e lasciati andare per due minuti in olio a filo caldo. Ho aggiunto una manciata di pomodorini a spicchi a soffriggere con le adorate cipolline e spento dopo 5 minuti. Unito e amalgamato le zucchine con il soffritto di pomodori e cipollotti ho da parte separato due tuorli da due albumi, montato a neve gli albumi e mescolato invece i rossi agli altri ingredienti da ripieno. Aggiunto il composto alle verdure ho lasciato per ultimo gli albumi che ho avuto cura di mescolare come si fa per i dolci dal basso verso l'alto, in modo che il composto prendesse aria e si legasse per bene. Infornato per 40 minuti a 200 gradi in forno statico, con un colpetto finale al grill! Morbidissimo e gradevole gratin! Una rimanenza delle zucchine l'ho invece fritta, dopo averla fatta scolare con del sale, asciugata e composta ai piatti come una millefoglie, alternandola a fettine di cotto affumicato di Praga. Un pranzo domenicale alternativo e piacevolmente primaverile!

11 novembre 2009

Ricciola mediterranea

Che di più non si può!


Per 2:


2 fresche fette di tale pesce da tagliare a dadini


Olive verdi un cucchiaio


Capperi una manciatina


Prezzemolo


Pomodorini


Olio evo


Aglio


Origano


1 bicchiere di vino bianco


una punta di peperoncino



Soffriggere appena l'olio, l'aglio e il prezzemolo. Aggiungere subito i pomodorini , i capperi, le olive, e lasciare andare in cottura per 5 minuti. Tagliare il pesce e unirlo al condimento cosparso di origano e bagnato con il vino, da far evaporare. 15 minuti e il piatto è pronto! Solo un momento prima di spegnere aggiungere il peperoncino a gusto.

8 novembre 2009

Crostata di farro alle amarene e Rotolo bluff con marmellata di arance



PANEANGELI DOCET!

Una crostata veloce e sana del sabato pomeriggio:

Ingredienti:

300 g farina (metà doppio zero metà farro)

100 g zucchero ( in piccola parte di canna)

1 uovo

150 g burro freddo ( per me 85g + 3 cucchiai di olio di semi)

1 presa di sale

1 cucchiaio di Sambuca

1/2 bustina lievito

200 g marmellata di amarene da sciogliere con due cucchiai di Marsala all’uovo


Procedimento:

Mescolare le farine con lo zucchero, sale, il Sambuca, uovo, burro a pezzettini + olio e lievito. Impastare rapidamente il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Stendere 2/3 della pasta sul fondo imburrato e infarinato di uno stampo di diametro 26 cm, formando un bordo di circa 2 cm di pasta. Sciogliere la marmellata con il liquore e spalmarla sulla crostata. Con la pasta rimanente fare delle striscioline e disporle a grata sulla marmellata.

COTTURA: 35 min. 180° parte bassa del forno.




ROTOLO Bluff


Pasta:

3-4 uova

150 g di zucchero

1 bustina di Vanillina

1 pizzico di sale

100 g di farina bianca

50 g di Frumina

1/2 bustina (2 cucchiaini) di LIEVITO

Per farcire e cospargere:


250 g di marmellata

Zucchero al velo



Procedimento

Sbattere a schiuma i tuorli (serbando le chiare) con 3 cucchiai di acqua bollente, aggiungere gradatamente 100 g di zucchero, vanillina e sale, continuando a sbattere fino ad ottenere una massa cremosa.

Montare le chiare a neve durissima, unendovi lo zucchero rimasto, metterle sopra i tuorli sbattuti, quindi setacciarvi sopra la farina mescolata con la Frumina e, per ultimo, il lievito setacciato. Incorporare delicatamente il tutto.

Distribuire l’impasto sulla lastra del forno (30-40 cm) foderata con carta da forno e cuocere per 10-15 minuti nella parte media del forno preriscaldato (elettrico: 180-200°C, ventilato: 160-180°C, a gas: 200-220°C).

Sfornare il dolce, capovolgerlo su un canovaccio cosparso di zucchero e staccare la carta da forno. Quindi tagliare via i bordi del dolce (1 cm circa), spalmarvi la marmellata, arrotolarlo dal lato più lungo e lasciarlo raffreddare.

(NON MI RIESCE MAI DI ARROTOLARLO, E SI VEDE ,URG:::)))!!!!!)


Prima di servire, cospargere il rotolo di zucchero al velo.

23 ottobre 2009

Buondì cake!

Per la colazione stiamo rimanendo a secco. La dispensa langue e prima di Sabato sarà difficile rimpinguarla. E poi non è con i dolci buoni e facili che le nostre mamme ci hanno tirato su, anche quando il tempo era poco e le cose da fare richiedevano comunque energia? Di forze alle 10.30 di sera me ne restano veramente poche, però con l'aiuto del mio megarobot Mazinga da cucina le cose diventano più semplici e si materializzano prima. Questo plumcake mega sa di caffè e cannella. Ha visto la luce mentre il maritozzo gridava gol perchè la Roma stava segnando e Zigulì mi faceva compagnia come di solito quando in cucina il dolceforno va. Ho semplicemente e nell'ordine introdotto nel bicchierone del robot in sequenza: 3 uova intere, due cucchiai abbondanti di miele, 150g di zucchero di canna, un vasetto di yogurt al caffè e una tazzina d'espresso moka fatto sul momento, 100 ml di olio di semi (sostituibili anche con 80g di burro fuso), 300g. di farina mista manitoba-00, circa due cucchiaini di cremor tartaro, cannella una spolverata, per profumare, e poi prima d'infornare guarnito con granella di zucchero la superficie. Preparare un pò di carta forno in uno stampo da plumcake e dopo aver lasciato a prendere forma il composto qualche minuto, in modo che si distribuisca in maniera uniforme, infornare a 180° per 35 minuti. Il primo naso radar di casa ha notevolmente apprezzato gli aromi che dal super Buondì si sono sprigionati appena sfornato!

22 ottobre 2009

Brutta ma buona buona

Una mela! Una mela cotta e profumata che funge da frutta e dessert! Certo se meglio presentata più appetibile, ma l'importante, il risultato, mi ha convinto. Avrete di stagione già qualche mela rossa...scrocchiarella ... fresca a disposizione? Ok! Levatele il torsolo e incoronatela con chiodi di garofano. Ponetela su cartaforno procurandovi , per riempire il vuoto lasciato dal torsolo, granella di nocciole, riso o orzo soffiato, due cucchiai di Marsala all'uovo, tre di acqua liscia, cannella in polvere e zucchero di canna per spolverare. Lasicatela in posa due minuti e poi infornate a 180° in forno ventilato per 20 minuti. Sfornate e servite con il sughetto che si sarà formato e tre cucchiaini di nutella e nocciole crude d'accompagnamento. Ma buona, ma buona che dirvi non so!

6 ottobre 2009

Riso colorato di primo autunno


Zucca a tocchetti, indivia riccia, pomodorini, cipolla , olio extra, una puntina di dado vegetale. In una pentola a pressione fate rosolare le verdure nella cipolla sottile e l'olio, per qualche minuto, poi aggiungete il riso e fatelo appena tostare nell'insieme mescolandolo al dado vegetale. Coprite con 2 o tre bicchieri d'acqua e lasciate andare per 15 minuti dal fischio. Aprite la pentola depressurizzata, aggiungete sale e mantecate con un nocino di burro. Servite spolverizzato di semi di papavero e mandorle a scaglie. Ghiotto e colorato!

5 ottobre 2009

Musica per il palato


Domenica è sempre domenica, e così ieri a pranzo una sinfonia ha pervaso l'aere della mia cucina beneamata. Vi capita di svegliarvi mai con una musica in testa ?! Sì, una canzone, una melodia, lo stacco di uno spot, o la colonna sonora di un film?!...Tutta la mia vita è stata coronata di musica e passioni. Toreador dalla Carmen di Bizet e gli spaghetti alla chitarra, per esempio. Adoro la Carmen tutta e amo gli spaghettoni alla chitarra della Garofalo, spessi, rugosi e generosi con i sughi. Ecco così che un piatto da incanto ha preso forma mentre cercavo di rendere merito ad una partitura, ... cucinando a ritmo...! Più che altro divertendomi un pò tra il frigo, il lavello e i fornelli. Una Cenerentola new age alle prese con vongole da far spurgare, aglio e prezzemolo da triturare, olio da scaldare, zucchine da fare a julienne con mandolina e pomodori da sbollentare appena per spellarli e schiacciarli con facilità in un secondo tempo. Non sono mancati degli ottimi funghi secchi. Questi gli ingredienti. Ho messo su prima le zucchine grattate con l'olio il pesto d'aglio e prezzemolo, allungando con un goccio di buon vino bianco, due minuti ed ho aggiunto nello stesso tegame 2 pomodori maturi spellati e privati dei semini, un pizzico di peperoncino e poco sale. Dopo una prima e leggerissima cottura ho proseguito inserendo le vongole semisgusciate con la loro acqua filtrata di precottura, altro vino e dopo ho aggiunto i funghi secchi porcini messi prima in ammollo, ad ammorbidirsi. In tutto il tempo che le note della Carmen hanno concesso il brano memorabile del Toreador, sono stata a rimestare l'intingolo, fatto andare a fuoco brioso. Piano si è ristretto il sugo, lentamente si sono aperte le vongole e dopo poco anche le zucchine si sono sfinite ! A quel punto mi è rimasto solo da far andare la cottura degli spaghetti alla chitarra, circa i 14 minuti classici, scolare, amalgamare e rifinire il piatto con un pizzico di pepe nero. Sono piaciuti moltissimo ai commensali intervenuti al banchetto, ma a me di più!

28 settembre 2009

Cous cous di farro e verdure con pancetta croccante + raccolta


Provato e approvato! Avevo comprato questo prodotto bio, il cous cous di farro, qualche tempo fa in un'azienda agricola dove ci siamo trovati col maritozzo, per una ricorrenza lieta e festante. Non disponendo che di sedano, cipolla rossa, pancetta tesa e una confezione di minestrone senza patate e legumi, ho pensato a come fare per trasformarle in un buon piatto unico. Detto fatto: ho messo su il minestrone nella cara pentola a pressione; ho rosolato la pancetta tagliata fine in padella con il sedano e la cipolla rossa a rondelle e l'olio extra, immancabile e fido; ho sbollentato e sgranato con una forchetta dopo appena 5 minuti di cottura, una parte di cous cous con due parti d'acqua e un pizzico di dado vegetale, lasciato coperto a freddare e ad assorbire il liquido per qualche altro minuto. Spento a dieci minuti dal fischio la pentola cuochina, scolato le verdure le ho ripassate con il resto del ragù verde in padella, tinteggiando di rosso con pochi pomodori datterini fatti a spicchi. Servito sul cous cous tiepido le verdure ed elargito in tavola il felice risultato.



P.s. Ciccia Pasticcia ha inagurato una bella iniziativa a base del sommo cereale: sua maestà il riso! Desidero accoglire la sua iniziativa e partecipare alla raccolta





con la ricettina di un piatto postato in foto soltanto qualche tempo fa

Riso venere al fumo di salmone funghi e peperone giallo.

Pulire e saltare in padella funghi Champignon affettati, poca cipolla bianca tritata, uno spicchio d'aglio, un filo d'olio evo e tocchetti di peperone giallo. Lasciare andare a fuoco dolce per 15 minuti le verdure, coperte con solo un'aggiunta d'acqua calda, un pizzico di sale e pochi grani di pimento. Fare ritirare il sughetto e mettere da parte a riposo. In pentola a pressione tostare il riso venere con cipolla dorata e olio, un'aggiunta di dado vegetale e il doppio del riso d'acqua, la proporzione garantirà la giusta cottura e l'apporto di umidità necessario a tirar fuori l'amido dal cereale. Dopo circa trenta minuti trascorsi dal fischio della valvola, spegnere il fuoco e, scaricato il vapore aprire la pentola, assicurarsi che tutta l'acqua sia stata assorbita dai chicchi e quindi mantecare il riso con della panna al salmone, qualche cucchiaio, il sugo di peperoni e funghi, un cucchiaio di parmigiano grattuggiato fresco e a piacimento un pò di prezzemolo tritato. Servire in tavola magari sotto forma di piccolo sformato monoporzione, ottenuto con stampini d'alluminio preposti.

23 settembre 2009

Bassa e dolce




Ecco un dolcetto veloce e di facile realizzazione! Ieri ho trovato dei biscotti tipo oro saiwa da recuperare, inoltre anche la cognata aveva sfoggiato biscottini al burro i cui ultimi resti sono andati a confluire nella realizzazione. Avevo proprio voglia di triturare qualcosa! Ho infatti macerato i biscotti nel robot da cucina, poco più di 200 g., unendoli a 75 g di burro fuso e 4 cucchiaini di miele millefiori. La ricetta base è stata quella per cheesecake di DULCIS IN FURNO alla quale ho poi aggiunto una crema cotta trovata su Cucinare bene di ottobre, semplice crema pasticcera rivisitata, e delle pesche gialle frullate.




la base per 700 ml di crema:


500 ml di latte


3 uova intere


60g. di burro fuso tiepido


100 g di zucchero


150 g di farina


un bicchierino di liquore all'arancia ( io al bergamotto!)


un pizzico di sale fino



Portare a temperatura di bollore il latte lasciandolo poi da parte. Far sciogliere il burro e intanto sgusciare le uova in una ciotola. Montarli con lo zucchero e incorporare la farina a pioggia con un pizzico di sale fino sempre continuando a mescolare. Aggiungere il burro e amalgamare bene. Versare il liquore e il latte da ultimo sempre mescolando il tutto. Far addensare sul fuoco la crema ottenuta per appena 5 minuti. Io durante quest'ultima fase ho frullato con un altro goccino di latte la polpa di due belle pesche nettarine e mixato alla preparazione fino a termine cottura.



Freddato appena sia la base che la crema le ho poi sovrapposte e ultimato con scaglie di mandorla, codette al cioccolato e tocchetti di confettura alla ciliegia. Anche una guarnizione di frutta fresca e limone ci sarebbe stata bene, ma bisognerà pure riproporla e si può sempre variare stile, sennò che gusto c'è?!


Con questo dessert partecipo alla raccolta di Betty e Polepole, per un invito a cena davvero stuzzicante!



9 settembre 2009

Colazione sprint e prima di tortiglioni saporiti

Mi concedo una pausa muy sabrosa esta magnana e saluto tutte le donne a cui oggi e domani è dedicato il G8 delle donne che è certamente una proposta interessante da cui auspichiamo possa nascere del buono e del giusto. Un pò di luce su tante ombre che rendono difficile la convivenza civile in un mondo un tantino alla deriva rappresenta una flebile luce, ma pur sempre un bagliore nella notte. E così la colazione è stata energetica e odorosa con aromi di bergamotto, una marmellata speciale, note di gelsomino, nel the prodotto da altro-mercato, uva italia dolce come il miele, e un caffè alla cannella girato con zucchero di canna. Basta poco, che ce vò, e la giornata ti sorride! In quanto ai tortiglioni, sono stati improvvisati al momento, visto che per cambiare, mi toccava tanto da fare al pomeriggio del venerdì scorso e o così o ciccia! Avevo piccole zucchine fresche a disposizione, dei magnifici fiorilli della medesima pianta e delle alici sott'olio da terminare. Per cui, aglio tagliato fine e peperoncino per il soffritto istantaneo, un paio di alici sfilettate subito immerse, le zucchine tagliate a julienne e aggiunte dopo un minuto dallo sfaldamento dei pescetti, rimestata veloce e dopo circa dieci minuti a polvere i fiorilli e del basilico spezzettati entrambi a mano. Il tempo che i tortiglioni cuocessero, poco sale, che le alici ne hanno di proprio, e servito piatto fumante con contorno di un filo d'olio a crudo per esaltare il condimento. Da leccarsi i baffi! Parola del mio gattone Zigulì che si è scodellato gli avanzi!




1 settembre 2009

E tutto è bene ciò che finisce bene!



Ancora un'altra estate trascorsa e depositata nel novero dell'archivio della vita. Sole, mare e voglia d' assoluto relax ci hanno accompagnato, per il tempo appena sufficiente a raccattarci e rimetterci in sesto, prima di riaffrontare la giostra annuale del lavoro e della routine quotidiana in capitale. Non avevo nessuna propensione a disfare le valigie, non avevo necessità di spulciare internet (piccola bugia! Mi siete mancati tutti!), ancora non mi sento di caricare i panni in lavatrice, solo i fornelli pure poco attraenti , per via del gran caldo, sono apparsi unico richiamo alla civiltà e al bisogno necessario a rinvenire corpo e spirito. Così, ovvio che il primo del rientro fosse dedicato più che mai ai prodotti tipici e di alta qualità che la mia terra sa regalare. I fragranti sentori che si sono sprigionati durante la breve preparazione sono stati consolatorii e pregni di un umore gradevole, atto a risollevare con amore e passione le sorti di un rientro malinconico. Ho acquistato, nei momenti che anticipavano la partenza, cipolle rosse di Tropea, dolci e polpose, carciofi arrostiti sott'olio, irresistibili per una golosa consumatrice, funghi porcini secchi di Cardinale, paese provvido di tali delizie e dei bucatini fatti di grano duro e tirati al momento al Panificio Albanese di a Marina di Gioiosa J., dove la qualità si concretizza nei prodotti ancorati alla tradizione di una sapienza decennale impastata di sacrificio e duro lavoro. Poteva mancare la bomba nduja al peperoncino vivificante? Assolutamente noooo!!! E perciò giù con un'intera caterva di altre conserve e preparati e sughi e stagionati, per chiudere con note dolci, gli amaretti inimitabili e divini di un'antica pasticceria, sempre del territorio. Potevamo non gustarli durante il viaggio? Hanno addolcito le code in autostrada e la fiacca d'agosto! Le rustiche coccole del primo piatto nella mia solita cucina, hanno poi contentato il pranzo della Domenica di cui vi partecipo qui foto e ricetta:


Per 2
Una cipolla rossa di Tropea

Funghi porcini secchi 150 g

Carciofi arrostiti sott'olio 8 mezzi cuori di numero

Tre cucchiaini di Nduja

Basilico
olio extra

sale e pepe q.b.


Soffriggere la cipolla tagliata a rondelle velate con olio e nduja. Ammollare i funghi in acqua tiepida e una volta rinvenuti unirli al soffritto. Da ultimo i carciofi scolati, spezzettati e conditi con abbondante basilico fresco, salteranno in padella insieme al resto e ad un filo d'acqua. Sale, pepe, dieci minuti di cottura al massimo e il sugo sarà pronto.

Nel frattempo preparate i bucatini freschi e scolateli appena più che al dente, per ripassarli un momento dopo nella salsa fumante e briosa! Servite e godetevi lo spettacolo accompagnati da un buon rosso, fresco e accattivante preludio di un'autunno che ci aspetta dietro l'angolo!



4 agosto 2009

Coniglio saporito e calura in discesa

Solo che tra qualche giorno si parte per le tanto ambite vacanze...Non vorrei c'imbattessimo proprio in quegli splendidi temporali estivi che possono bagnarti le ferie...Danza del sole per propiziarci il benvenuto del grande fratello giallo, mi sembra opportuna! Nel frattempo continuo a sminuzzare e sfrigolare in cucina, che è un vizio duro a morire! Ieri qui ho trovato questa succulenta proposta e datosi che avevo nel freezer, che lentamente sta cominciando a svuotarsi, un bell'esemplare di coniglio casereccio ho pensato: che farne di diverso? EUREKA! Guardo in internet e troverò alternative a bizzeffe! Infatti, ci è voluto chiaramente il tempo di un click, dopo qualche aggiustamento e preparativo il risultato non ha deluso il palato! Di contorno un'insalata di pomodori a tocchetti, rucola e cipolla rossa dolce di Tropea, condita con gocce di limone e olio evo, ha completato degnamente il piatto.


Tagliare a pezzi il coniglio, lavarlo in acqua e aceto e asciugarlo. Rosolarlo in olio e burro a calore medio. Salarlo, spruzzarlo di vino e farlo evaporare. Cuocere circa 1 ora, coperto, aggiungendo brodo caldo. In una padella soffriggere la pancetta tagliata a dadini in poco olio, unire un trito di salvia e rosmarino e sale e far insaporire. Aggiungere il trito al coniglio poco prima di levarlo dal fuoco. Mescolare e servire ben caldo.


per 4 persone

30 luglio 2009

Mouss..akà ... di melanzane e carne!

La Moussaka è sicuramente uno dei piatti più conosciuti della cucina Greca e io adoro quando la mia dolce cognatina Cipriota me la prepara succulenta e carica di golose fragranze. Non essendo però nella condizione di volermi mettere ai fornelli, causa caldo africano incombente, per riprodurla, mi sono dedicata ad una versione un tantino rivisitata e pratica del piatto. Il risultato è stato simile ad una delicata polpetta gigante...molle! Ma il gusto non ha tradito le mie pur flebili aspettative! Un bel pò di polpa di vitello tritata, tuffata in un giardino di cipolla rossa affettata fine e mescolata a pomodori pachino e tanto basilico. Immancabile l'olio d'oliva a condire il tutto, fatto andare a fuoco vivace il tempo necessario a far cuocere la carne. Intanto le melanzane polpose e fresche divise in spicchi bollivano con appena un pizzico di sale fino a colororsi e poi stop. Nel lavello attendeva lo scolino che arrivassero le mie amiche viola! Strizzate bene e non sciupate le ho passate al mixer con parmigiano e altro basilico. Ho infine mescolato la purea al sugo di carne e pomodorini e coperto il tutto con panna da cucina, perchè di far la besciamella non avevo alcuna voglia. Infornato a 180° ... aspettato 20 minuti ... sfornato e fatto freddare. Buonissimo con un'insalata di cetrioli a contorno!

26 luglio 2009

Croccante di pollo con verdure di sole


Vi capita di aprire il frigo e volerlo vuotare di ciò che trovate, per poterlo poi riempire di nuovo, con maggior freschezza e varietà, di qualunque cosa? A me è successo venerdì, e anche se , ovviamente non ho eliminato se non pochi articoli! L'esperimento di assemblare gusti e sapori è riuscito perfettamente, con buona pace del maritozzo che ha gradito la cenetta scrocchiarella! Avevo del petto di pollo intero, e dopo averlo tagliato in fette spesse e irregolari mi scervellavo a trovare soluzioni, per non proporlo come al solito al coniuge che sarebbe arrivato strafatto di stanchezza e fame. In soccorso poi mi è venuto un libricino che sto leggendo con grande curiosità e rispetto della trama linguistica, che è curata più della stessa narrazione quasi : La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni. La storia di una vecchia signora indiana in una botteguccia di Oakland, California, con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile. E' Tilo, la Maga delle Spezie. La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati, attratti dai suoi arcani e misteriosi poteri, per portarla su un'isola stregata e meravigliosa. Lì Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l'India alle spalle. Nella Bottega della Maga, dunque, sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d'immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora. Mi ha ammantato e stordito di colore e profumi la scrittura, anche se la vicenda sul dipanarsi è un romanzo quasi rosa, ma la presenza delle spezie conferisce al racconto un gradimento difficile da rimuovere dal pensiero di chi si esercita in cucina: stimola! Perciò mi ha convinto l'idea di pestare appena dei semi di sesamo, mescolarli con un accenno di vino bianco, della salsa di soia e dello sciroppo d'acero, per impanarvici dentro i tocchetti di carne. Nel frattempo ho messo in padella a profumare un giro di olio extra con aglio e generose foglie di salvia. Appena gli odori si sono sprigionati ho adagiato i pezzetti di pollo nell'intingolo e fatto andare a fuoco vivace per 10minuti circa. Si è dorata e tostata la crosta mentre l'anima si è mantenuta morbida. Nel frattempo un' altra padella ha accolto falde di peperoni gialli, julienne grossolana di carote e rondelle di cipolla rossa condite con il solito venerabile olio extra e semi di cardamomo verdi. Altra cottura di circa venti minuti appena e poi servito tutto con grande semplicità in tavola. I croccanti di pollo erano squisiti e le verdure meritevoli di lode, per l'abbinamento! Chissà se alla maga TILO sarebbero piaciuti!?

20 luglio 2009

POLPOSIA


Morbido morbido, profumato di limone, delicato e gustoso è andato via che è un piacere! E' stato semplice da preparare, per una cenetta a 4 che ha avuto spigolette al sale e insalata di rucola pachino e canasta in scena, con accompagnamento di patate novelle lesse, una fritturina di calamaretti e questo antipasto di polipo che velocemente ho preparato in 1 ora e 30 minuti! Basta farlo cuocere con tanta acqua e sale grosso q.b. in una meravigliosa pentola a pressione. Per renderlo morbido attendere che, dopo 40 minuti di cottura circa, per un polpo medio, si freddi nella sua stessa acqua senza aprire la pentola se non a raffeddamento completo. Poi tagliarlo e distribuirlo in porzioni condito con olio sale, pepe, gocce di limone e prezzemolo finemente tritato. Aggiungere pure qualche mestolo dell'acqua di cottura ne rinforza ed esalta la sapidità. Piaciuto tanto e spazzolato in allegria!

6 luglio 2009

Souté di cozze fasolari e vongole con insalata di agrumi



Lo so, il tempo passa, e le cose per fortuna terminano o cominciano...Finita la scuola, ringrazio tutte le colleghe che amorevolmente mi hanno permesso di lavorare bene, imparare meglio e partecipare con affetto e dedizione. Ci ritroveremo presto, o almeno spero! Dovrebbero cominciare le vacanze, ma mi pare ancora lontano il momento, giacchè da una settimana vado a far commissioni a destra e manca come una trottola e mi ritrovo con un arretrato di faccende, non da meno casalinghe , di proporzioni bibliche! Che fatica ragazzi! Ecco perciò che la voglia e il tempo di preparar manicaretti si assopisce un pò. Leggendo però le fantastiche pagine del mio adorato Montalbano, a proposito La danza del gabbiano è una vera chicca di cui enormemente ringrazio l'autore Camilleri e di cui invito caldamente alla lettura, quando t'immergi nella descrizione dei piatti di pesce succulenti e dal gusto fortemente mediterraneo l'acquolina si scatena e ricorrere a medicamenti culinari urge!!! Così con dei frutti di mare freschissimi ho provato e sottoscritto questa meraviglia del Soutè abbinandola ad un'insalata che balla, come il gabbiano del libro, la sua ultima danza, visto che le arance sono tardivi.....ssime! Le adoro e perciò passatemi l'ispirazione.


Ingredienti:


cozze 1kg


fasolari 1kg


vongole 1kg


3 spicchi d'aglio

una manciata di pomodori pachino


1 bicchiere vino bianco o poco più


Prezzemolo tritato


Olio extrav


sale e pepe


peperoncino


un grosso tegame di coccio


Lavate e raschiate il guscio delle cozze, pulite i fasolari e le vongole. Spurgate gli animaletti facendoli ammollare in acqua fredda e sale o farina di frumento. Fate aprire le cozze in una pentola. Di seguito i fasolari e da ultimo le vongole. Raccogliete tutta l'acqua che faranno e filtratela. Nel grosso tegame di coccio, predisposto alla cottura, fate rosolare l'aglio e il prezzemolo tritati fine in abbondante olio, disponete i filettini di pachino, bagnate con il vino e fate evaporare, ma non del tutto. Aggiungete i mitili con tutta la loro acqua filtrata, spolverate con altro prezzemolo, salate e pepate abbondantemente, poi girate bene. Fate cuocere per qualche minuto. E' consigliato servire il souté caldo con bruschette di pane fumantine e un buon bianco fresco o del prosecco . ARRICRIATEVI!!!!!


Di contorno ho preparato un'insalata di arance tardive e sedano che ho salato e pepato di nero appena, servendole come delicato inserto dopo-pesce condite all'olio extra. Andrebbero pelate a vivo, ma il tempo ... ahimè, tiranneggiava. Squisite e dolci !