Una cosa che mi piace mangiare in purezza, ma davvero deve sapere di mare ed essere freschissima, è la seppia. Ne ho trovate in offerta al supermercato che di certo non è la pescheria sotto casa, ma in mancanza di meglio e dato che serve comunque ruotare i cibi, all'occorrenza anche del supermercato ci si può fidare! L'idea del tortino è balenata appunto perchè non conoscendo la durata del pesce in esposizione prima lo si cucinava bene meglio era. ho seguito inizialmente le istruzioni tratte da qui, ma poi ho continuato alla mia maniera. Dopo aver preparato la seppia come riportato l'ho lasciata freddare insieme agli altri elementi del condimento, raccogliendone quindi dopo qualche ora i pezzetti e le falde, separandoli dal contesto, per immergerli in una mistura di aceto bianco e vino. Due parti di vino buono, per me un'offida passerina ascolana, bianca e temprata in frigo, per una parte d'aceto doc. Trascorsi 30 minuti circa dall'immersione, ho preparato il mio magico robot, fornito di lame per sminuzzare e ho reso poltiglia i tocchetti di pesce, tirandoli su dall'ammollo. Nel frattempo ho preparato un impasto tipo come da polpetta semplice, formaggio, un uovo, prezzemolo, pangrattato, sale e pepe e vi ho agggiunto il trito di seppia amalgamando bene e aggiungendo tre cucchiai d'acqua per lavorare comodamente a mano il tutto. Una volta terminato con il preparato, ho unto una teglia da forno di olio e adagiato in uno strato unico di circa due cm di spessore la polpetta di seppia, uniformando e livellando bene, prima di aggiungere, sul suolo così ottenuto, il condimento ai capperi e alle olive che era stato ad amalgamarsi bene in padella. Finita questa fase ho infornato a 180 per 10 minuti a forno ventilato per far sì che dorasse la superficie del tortino e lasciato intiepidire in un secondo tempo lontano dal calore. Nel mentre ho preparato una polentina superveloce, di quelle già precotte che si ottengono con 15 minuti in tutto di cottura, e l'ho vestita di una salsa verde fresca e robusta fatta con olio, prezzemolo, aglio, basilico e sale, giunti ad un filo d'acqua. Accostata vicino al tortino ho pensato che avrebbe fatto scena e piatto unico se accompagnata a dei fagiolini teneri e saltati all'aglio, finiti di balsamico e prezzemolo sminuzzato. Un trionfo e una goduria per il maritozzo che inaspettatamente ha esclamato: " Tortino di seppia e polenta"?! Già!
La cucina è il migliore dei mondi possibili se si è golosi e creativi!Perciò largo a tutto ciò che affabula cervello e palato!
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15 settembre 2011
27 maggio 2011
Non di sola pasta: tris di primi alternativi, polpette di spigola al saraceno e torta alla birra...senza birra!
I noodles altro non sono che un’ orientale e antica versione degli spaghetti ! Ce ne sono di diversi tipi e qualità, di riso, miglio, frumento, patate e numerosi altri, ma quelli che ho voluto provare sono d’origine coreana meglio conosciuti come soba. Devo dire che l’impasto di farina di grano saraceno, acqua e sale non mi ha soddisfatto in pieno. La farina di saraceno è un concentrato di minerali e forse la mia farina non era particolarmente raffinata e il gusto eccessivamente” ferroso”, non ha ben legato con un sugo semplicissimo di pomodoro e basilico. La resa non è stata entusiasmante, ma è stato divertente mettere l’impasto leggermente inumidito nello schiacciapatate per ottenere i filati cicciutelli. Però si sa che la cucina è fatta di prove su prove e di certo tenterò di migliorare la ricetta, studiando alternative. Altra cosa invece è avere i chicchi di saraceno cotti a disposizione e legarli a un uovo, un cucchiaio di parmigiano, la polpa di una spigola cotta al sale della buccia di limone gratt e dello zafferano. Qualche foglia di prezzemolo tritata a dovere con una punta d’aglio hanno rifinito l’impasto, da cui ho ricavato delle magnifiche polpette ultimate all’olio d’oliva e ripassate nel pangrattato, per poi finire in forno. Venti minuti e la cucina profumava di tanta grazia! Un’altra prova questa volta ben riuscita è stata quella degli GNUDI agli spinaci. Deliziosi! Basta amalgamare 200 g circa di ricotta a un uovo, un po’ di parmigiano, degli spinaci lessi e sminuzzati, un pizzico di noce moscata sale e pepe Q.b. e fatti a chenelle tuffarli in acqua salata bollente. Velocissimi e gustosi, specie se serviti sopra una purea di broccolo romanesco ripassato con aglio, olio e peperoncino a cui avremo aggiunto della pancetta dolce a dadini…da leccarsi i baffi! E non potevamo chiudere se non con un dolce davvero improbabile fintanto che … non lo si prova! L’ho realizzato dopo aver seguito la ricetta di Laura Ravaioli “precisina” sul gambero rosso, naturalmente apportando delle modifiche sulla ase delle mie necssità. Sì, insomma, alleggerendo un po’ qua e un po’ là. Le farine le ho usate integrali miste ad una lievitante. Farro, segale, avena, frumento integrale e farina magica per dolci. Per le dosi ho un brutto vizio … se non ricordo, andare ad occhio! E quindi vi dirò che ho usato 330g di farine circa, poco burro 50g e olio di girasole misurato in mezzo vasetto di yogurt, uno yogurt ai cereali e al cocco, due uova, dell’uvetta ammollata, zenzero grattugiato al momento q.b., idem con la scorza di un limone bio, una mistura polverizzata di pimento, cannella, chiodi di garofano, finocchio, peperoncino e noce moscata , in tutto mezzo cucchiaino da caffè, un pizzico di bicarbonato e mezza bustina di lievito per dolci. Unico grosso problema: mi mancava la birra d’aggiungere e allora l’ho sostituita con del semplice latte, un bicchiere circa. Lo so , ho realizzato una torta alla birra senza birra, ma serviva scura e davvero non potevo neppure andarla a comprare … devo dire che la torta non ci è parso ne abbia comunque risentito … era superba! L’ho decorata con granella di zucchero e come vedete è sparita in men che non si dica nelle fauci predatrici di maritozzo e amici! Dimenticavo che al posto dello zucchero ho usato per insaporirlo 150 g. di fruttosio e 25g di zucchero di canna misti. Il procedimento invece è ben spiegato qui … mi sono un tantino impigrita con la scrittura e perciò … fate vobis! L’ultimo piatto è invece dedicato agli amanti dell’orzotto: fave fresche, tanto cipollotto tritato, un filo d’olio buono, una quantità doverosa di fagiolini tagliati a piccoli riquadri e orzo bastevole per due tre persone. Senza alcun affanno ho infilato tutto nella pentola a pressione, partito come un risotto e finito di cuocere in soli 30 minuti. Facile e notevole il risultato!
PS. Segnalo un problema alla comunità blogger: non riesco a visionare i miei lettori fissi e non riesco neppure a vedere quelli degli altri colleghi bloggers. Pare sia un problema comune e spero che presto tutto si possa ristabilire.
5 marzo 2011
Io, me e le mie ricette!
Pesce persico di verde vestito
Flan di broccolo romanesco in giallo curcuma
Mela golden "cotta e mangiata"
Il persico quando è non spesso oltre un dito e rosato mi piace prepararlo al forno e che abbia una buona crosticina. Il pesce diciamo "panato" trovo che in molti casi risolva brillantemente un pranzo o una cena informale e che si vuole arricchire di profumi. Visto che nella mia cucina spesso avrete incontrato ricette con tale risultato eccovene ancora una da annoverare tra quelli ben riuscite:
un filetto di persico grande e adeguato a 4 porzioni
un mazzetto di rucola
una manciata di pinoli sgusciati
4 cucchiaini di parmigiano
uno spicchio d'aglio
olio extra 2 cucchiai
mezzo vasetto di yogurt naturale
sale e pepe q.b.
pangrattato profumato alle tre erbe prezzemolo, salvia, rosmarino
gocce di limone
una pirofila da forno unta con un filo d'olio d'oliva
con i primi sette elementi preparare un pesto molto fine, quasi una crema con la quale cospargere la parte superiore del pesce . Riporre poi il filetto nella pirofila unta e spolverata col pangrattato. Aggiungere, al suolo di superficie verde, a pioggia ancora un tanto di pangrattato profumato, olio un giro, gocce copiose di limone e magari della buccia grattuggiata dello stesso se biologico. Infornare a forno ventilato 180° per 30 minuti circa. Il tempo dipende dalla doratura e dallo spessore del pesce. A metà cottura dividere in 4 parti e irrorare con un filo d'acqua al bisogno , per evitare che la crosticina si attacchi al fondo pirofila o si bruciacchi.
Il broccolo romanesco lo adoro! E' bello, è buono, fa bene e cuoce in fretta! Solo 5 minuti in pentola a pressione con acqua e sale dopo averlo lavato e diviso in cimette. Quando voglio servirlo in piatto unico, magari per cena, lo preparo così:
per due/quattro persone un broccolo lessato
mezza confezione di panna da cucina
una punta di curcumina
due uova intere
1 cucchiaio di parmigiano gratt
noce moscata un pizzico
olio evo un giro e poco più
sale q.b.
latte un bicchiere medio
la solita pirofila unta
In forno ben caldo, sempre ventilato per guadagnar tempo, riporre la pirofila col broccolo sbollentato in acqua salata e ridotto a poltiglia multiforme, coperto dalle uova sbattute col resto degli ingredienti. Facile, no? Sentirete come si proporrà al palato e risulterà leggero e gustoso.
Nel frattempo, dopo aver detorsolato e lavato a dovere delle mele golden belle farinose, mettete pure loro in uno stampo da plumcake con solo un filo d'acqua a cuocere, al primo ripiano del forno che si stava riscaldando per accogliere il flan. Quando la buccia si sarà disfatta impiattarle e irrorarle con il succo di un' arancia diviso due mele, il restante mezzo barattolo di yogurt magro di cui sopra, unito ad un velo di zucchero di canna ( per me stevia un pizzico) , l'acqua di cottura delle mele, che tirata avrà concentrato il gusto della frutta e qualche goccia di glassa d'aceto Ponti o simili. Sostituisce degnamente un dessert, strizza l'occhio alla linea e conclude egregiamente un qualsiasi piacevole convivio!
11 novembre 2009
Ricciola mediterranea
Che di più non si può!
Per 2:
2 fresche fette di tale pesce da tagliare a dadini
Olive verdi un cucchiaio
Capperi una manciatina
Prezzemolo
Pomodorini
Olio evo
Aglio
Origano
1 bicchiere di vino bianco
una punta di peperoncino
Soffriggere appena l'olio, l'aglio e il prezzemolo. Aggiungere subito i pomodorini , i capperi, le olive, e lasciare andare in cottura per 5 minuti. Tagliare il pesce e unirlo al condimento cosparso di origano e bagnato con il vino, da far evaporare. 15 minuti e il piatto è pronto! Solo un momento prima di spegnere aggiungere il peperoncino a gusto.
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5 ottobre 2009
Musica per il palato
Domenica è sempre domenica, e così ieri a pranzo una sinfonia ha pervaso l'aere della mia cucina beneamata. Vi capita di svegliarvi mai con una musica in testa ?! Sì, una canzone, una melodia, lo stacco di uno spot, o la colonna sonora di un film?!...Tutta la mia vita è stata coronata di musica e passioni. Toreador dalla Carmen di Bizet e gli spaghetti alla chitarra, per esempio. Adoro la Carmen tutta e amo gli spaghettoni alla chitarra della Garofalo, spessi, rugosi e generosi con i sughi. Ecco così che un piatto da incanto ha preso forma mentre cercavo di rendere merito ad una partitura, ... cucinando a ritmo...! Più che altro divertendomi un pò tra il frigo, il lavello e i fornelli. Una Cenerentola new age alle prese con vongole da far spurgare, aglio e prezzemolo da triturare, olio da scaldare, zucchine da fare a julienne con mandolina e pomodori da sbollentare appena per spellarli e schiacciarli con facilità in un secondo tempo. Non sono mancati degli ottimi funghi secchi. Questi gli ingredienti. Ho messo su prima le zucchine grattate con l'olio il pesto d'aglio e prezzemolo, allungando con un goccio di buon vino bianco, due minuti ed ho aggiunto nello stesso tegame 2 pomodori maturi spellati e privati dei semini, un pizzico di peperoncino e poco sale. Dopo una prima e leggerissima cottura ho proseguito inserendo le vongole semisgusciate con la loro acqua filtrata di precottura, altro vino e dopo ho aggiunto i funghi secchi porcini messi prima in ammollo, ad ammorbidirsi. In tutto il tempo che le note della Carmen hanno concesso il brano memorabile del Toreador, sono stata a rimestare l'intingolo, fatto andare a fuoco brioso. Piano si è ristretto il sugo, lentamente si sono aperte le vongole e dopo poco anche le zucchine si sono sfinite ! A quel punto mi è rimasto solo da far andare la cottura degli spaghetti alla chitarra, circa i 14 minuti classici, scolare, amalgamare e rifinire il piatto con un pizzico di pepe nero. Sono piaciuti moltissimo ai commensali intervenuti al banchetto, ma a me di più!
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29 settembre 2009
Salmone arruscatiello
Al punto giusto insomma!
4 fette di salmone
bacche di pepe rosa e pochi semi di sesamo
rosmarino
uno spicchio d'aglio
olio evo
poca farina
sale
Ho appena velato di farina le fette su ambo i lati, predisposto olio, aglio e rosmarino in una padella, sparso i granellini e i semi a pioggia, adagiato in tegame e fatto andare a fuoco brioso per circa 15 minuti. Le fette erano spesse, sicchè! Il risultato è stata la graziosa crosticina di cui in foto potete visionare l'effetto. Quanto al gusto...vi lascio immaginare! La cottura sarebbe stata più dolce se l'avesse curata il forno, ma datosi che stava già impegnato, anche i fornelli gli hanno fatto far bella figura! Insalata cappuccina e rughetta l'aspettavan con limone in poloposition sulla tavola.
15 settembre 2009
Seppia cicciuta tanto piaciuta!
Buona e saporita! La prima volta che il mio forno-amico ricomincia a coccolarci! Si è finalmente abbassata la temperatura e così oggi, grazie a pesce di prima qualità e rinnovata voglia di stare ai fornelli, ho sorpreso il maritozzo con un piatto unico da manuale! Finalmente è stato a casa, per il pranzo, un giorno feriale e quindi mi sono sbizzarrita! Grandiosi cefalopodi di considerevole peso e forma mi hanno dato l'impressione che ricomposti in un morbido e candido involucro sarebbero stati il contenitore ideale di un ripieno diverso e in verde. Così ho pulito, lavato e sezionato in due parti le seppie: da un lato le sacche contenitrici e dall'altro i tentacoli. Ho messo a scottare, in acqua bollente, 10 zucchine di piccola taglia divise a metà, per il verso della lunghezza. Nel frattempo ho spezzettato una frisella di pane casereccio nel robot da cucina, atteso di umettarla con le zucchine cotte cinque minuti e scolate, rinforzato il tutto con 4 fette di pancarrè, un filo d'olio extra, sale&pepe, prezzemolo, una punta d'aglio, poco grana spolverato e via a doppia velocità! Qualche secondo e l'impasto l'ho versato in una scodella dove ho aggiunto una manciata di uva passa ammollata e strizzata, della radice di zenzero fresco tritata fine, un piccolo mestolo dell'acqua di cottura delle zucchine. Con tale ripieno ho riempito le sacche di seppia, richiudedole poi con degli stuzzicadenti. Nel frattempo che lasciavo a riposare intinti d'olio i rotoli di pesce, ho preso i tentacoli, li ho fatti a dadini e messi su in padella con olio, aglio, pomodoro fresco a pezzetti, un goccio di vino bianco, e la rimanenza del trito verde in avanzo al ripieno, profumando tutto con un pizzico di origano. Appena 5 minuti e, allungando il sugo con ancora una parte dell'acqua di cottura delle zucchine, ho infornato, aggiungendo al brodo le sacche ripiene, a 200 gradi per 15 minuti. Poi ho fatto andare a 180 per altri 35 minuti circa. Il risultato lo potete vedere nelle foto sovrastanti, ma del profumo cosa dire? ... Posso solo descriverlo: penetrante e mediterraneo! Di mare e sud!
20 luglio 2009
POLPOSIA
Morbido morbido, profumato di limone, delicato e gustoso è andato via che è un piacere! E' stato semplice da preparare, per una cenetta a 4 che ha avuto spigolette al sale e insalata di rucola pachino e canasta in scena, con accompagnamento di patate novelle lesse, una fritturina di calamaretti e questo antipasto di polipo che velocemente ho preparato in 1 ora e 30 minuti! Basta farlo cuocere con tanta acqua e sale grosso q.b. in una meravigliosa pentola a pressione. Per renderlo morbido attendere che, dopo 40 minuti di cottura circa, per un polpo medio, si freddi nella sua stessa acqua senza aprire la pentola se non a raffeddamento completo. Poi tagliarlo e distribuirlo in porzioni condito con olio sale, pepe, gocce di limone e prezzemolo finemente tritato. Aggiungere pure qualche mestolo dell'acqua di cottura ne rinforza ed esalta la sapidità. Piaciuto tanto e spazzolato in allegria!
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6 luglio 2009
Souté di cozze fasolari e vongole con insalata di agrumi
Lo so, il tempo passa, e le cose per fortuna terminano o cominciano...Finita la scuola, ringrazio tutte le colleghe che amorevolmente mi hanno permesso di lavorare bene, imparare meglio e partecipare con affetto e dedizione. Ci ritroveremo presto, o almeno spero! Dovrebbero cominciare le vacanze, ma mi pare ancora lontano il momento, giacchè da una settimana vado a far commissioni a destra e manca come una trottola e mi ritrovo con un arretrato di faccende, non da meno casalinghe , di proporzioni bibliche! Che fatica ragazzi! Ecco perciò che la voglia e il tempo di preparar manicaretti si assopisce un pò. Leggendo però le fantastiche pagine del mio adorato Montalbano, a proposito La danza del gabbiano è una vera chicca di cui enormemente ringrazio l'autore Camilleri e di cui invito caldamente alla lettura, quando t'immergi nella descrizione dei piatti di pesce succulenti e dal gusto fortemente mediterraneo l'acquolina si scatena e ricorrere a medicamenti culinari urge!!! Così con dei frutti di mare freschissimi ho provato e sottoscritto questa meraviglia del Soutè abbinandola ad un'insalata che balla, come il gabbiano del libro, la sua ultima danza, visto che le arance sono tardivi.....ssime! Le adoro e perciò passatemi l'ispirazione.
Ingredienti:
cozze 1kg
fasolari 1kg
vongole 1kg
3 spicchi d'aglio
una manciata di pomodori pachino
1 bicchiere vino bianco o poco più
Prezzemolo tritato
Olio extrav
sale e pepe
peperoncino
un grosso tegame di coccio
Lavate e raschiate il guscio delle cozze, pulite i fasolari e le vongole. Spurgate gli animaletti facendoli ammollare in acqua fredda e sale o farina di frumento. Fate aprire le cozze in una pentola. Di seguito i fasolari e da ultimo le vongole. Raccogliete tutta l'acqua che faranno e filtratela. Nel grosso tegame di coccio, predisposto alla cottura, fate rosolare l'aglio e il prezzemolo tritati fine in abbondante olio, disponete i filettini di pachino, bagnate con il vino e fate evaporare, ma non del tutto. Aggiungete i mitili con tutta la loro acqua filtrata, spolverate con altro prezzemolo, salate e pepate abbondantemente, poi girate bene. Fate cuocere per qualche minuto. E' consigliato servire il souté caldo con bruschette di pane fumantine e un buon bianco fresco o del prosecco . ARRICRIATEVI!!!!!
Di contorno ho preparato un'insalata di arance tardive e sedano che ho salato e pepato di nero appena, servendole come delicato inserto dopo-pesce condite all'olio extra. Andrebbero pelate a vivo, ma il tempo ... ahimè, tiranneggiava. Squisite e dolci !
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24 febbraio 2009
Gamberi e crudo all'aneto con premio!
E così, per variare ancora ottimo pesce, ma con un tocco di montagna. Mi piaceva l'idea di usare un fondino di crudo a strisce e unirlo a qualcosa che avesse un sapore morbido e dolciastro...muble ...muble...Trovato! Veloci da preparare, avevo dei gamberi freschi da pulire e consumare, quindi fatto caput in poco tempo, ho poi aggiunto olio evo in una padella calda, fatto rosolare con una punta d'aglio le strisce di crudo, e appena scrocchiarelle, rimestato con i gamberi, dei semi d'aneto, del prezzemolo e del rosmarino. Irrorato il tutto con un goccio di buon vino bianco, pronti e serviti in dieci minuti! Veramente notevoli, accompagnati da una semplice insalata cappuccina al balsamico! Approfitto del post per ringraziare quel dolce angelo di Sara che mi propone sempre premi affettuosi e fatti con autentica simpatia. Ricambio di cuore l'affetto e condivido con tutti coloro che lasciano uno sguardo anche silenzioso a queste poche pagine, che rallegrano e alleggeriscono la mia quotidianità da qualche tempo! L'amicizia è sacra, proprio come la cucina!

22 febbraio 2009
E per un compleanno di Carnevale...
si partecipa alla raccolta con ...

...un piatto colorato e buonissimo!
Patate, riso e cozze alla Barese per Irene!
La ricetta l'ho presa sul web:
Ingredienti (per 6 persone):-)
1/2 cipolla di medie dimensioni
6 patate di medie dimensioni
pomodorini ciliegino
prezzemolo
formaggio parmigiano grattuggiato (quanto basta)
250 gr. di riso
olio extravergine di oliva
pepe nero
1 kg. di cozze
Disporre sulla teglia le patate tagliate a fette e condirle con sale, formaggio, olio ed alcuni pomodori ciliegino. Coprire la patate con uno strato di cozze sgusciate a metà, dopo averle fatte aprire in una padella e raccolto l'acqua di emissione. Coprire quindi le cozze con riso crudo e condire quest’ultimo con il sale, formaggio parmigiano, qualche pomodoro e olio extravergine di oliva. Coprire con uno strato di patate a fette e condire – per ultimo – con formaggio, sale e olio. Mettere in forno caldo a 160° per 5 minuti. Poi, aggiungere acqua bollente e il sugo delle cozze filtrato, fino a ricoprire il tutto. Far cuocere per circa un’ora. Potrete togliere la teglia dal forno quando vedrete che la superficie comincia a bruciacchiarsi almeno un pò, questo è molto importante, rende il piatto gustoso! Lo dedico alla mia amica , per cui l'ho preparato con affetto, augurandole solo meraviglie dalla vita per i prossimi 1000 anni!
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